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Apr

Vinitaly 2019: tra riscoperta del bio e la Via della Seta

Giunge al termine anche quest’anno la 53° edizione di Vinitaly.

Numerose le novità presentate in questa edizione: dai padiglioni tematici, passando per l’ampliamento degli spazi dedicati alla birra, fino ad arrivare a Wine to Asia, un’iniziativa commerciale che permetterà alle aziende italiane di esporre per la prima volta in un evento fieristico in Cina, i propri prodotti.

Per ciò che riguarda il mercato del bio, verso il quale i consumatori sono sempre più attenti, nasce per la prima volta Organic Hall, una vasta area situata nel padiglione F del quartiere fieristico, dove FederBio e l’associazione Vi.Te.- Viticoltori e Territorio, vengono affiancati e dove il vino biologico certificato e artigianale trova la propria dimensione, con banchi di assaggio, degustazioni, convegni e un’area enoteca, dedicata a tutti quei vini biologici di aziende non presenti all’interno di Organic Hall.

Ma la vera novità più interessante è senza dubbio Wine to Asia, la nuova piattaforma multiculturale, nata grazie alla partnership commerciale con la Shenzhen Taoshow Culture & Media, società che fa parte della Pacco Communication Group Ltd con sede a Shenzhen e attività dislocate in tutta la Cina.

Lo scopo di Wine to Asia, è quello di far conoscere sempre più l’eccellenza del vino italiano in Cina, mercato sempre più di riferimento per l’export, che sta progressivamente raggiungendo e surclassando l’intero Nord America (USA e Canada), attraverso numerosi stand (400 nella sola fase startup) dove le aziende vitivinicole italiane mostreranno i propri prodotti a migliaia di potenziali buyer asiatici.

Una vera e propria occasione d’oro anche e soprattutto per i produttori del Sud, le cui eccellenze non vengono ancora sufficientemente apprezzate e valorizzate dai consumatori asiatici, che rimangono ancora troppo ancorati ad alcune denominazioni settentrionali, più blasonate e conosciute.

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