Helga Liberto

Helga Liberto è per tutti la chef dei grani.

«Non mi sono autodefinita così, mi ci hanno chiamato» ci tiene a precisare, «ma mi è piaciuto tantissimo perché l’ho trovato carino, romantico, dolce e soprattutto perché mi rappresenta per intero».

Helga Liberto ha iniziato a mettere le mani in pasta per fare pizza e dolci, circa 20 anni fa. «L’ho fatto per divertimento» dice, «e per dare una svolta alla mia vita e oggi, alla soglia dei 50 anni, continuo a farlo perché mi diverto».

SEGNI PARTICOLARI: LIEVITISTA

Attualmente sul suo biglietto da visita si legge lievitista, una parola che nell’ambito dell’arte bianca, come lei stessa ammette, va molto di moda. «Però non saprei descrivermi meglio, in quanto non sono pizzaiola, non sono panettiera, non sono pasticciera ma seguo i lieviti e lo faccio non solo per me ma anche per gli altri».

«In particolare mi piace conoscere la relazione tra lieviti e farine, lieviti e grano, condividere con gli altri quello che so e acquisire dagli altri strumenti e informazioni importanti per crescere sempre più in questo settore». E gli altri con cui condividere questa passione Helga li ha anche in casa!

Il marito è infatti Vito De Vita, uno dei più bravi maestri pizzaioli della Campania ma soprattutto uno dei più appassionati conoscitori dei grani e delle loro storie. «Devo a Vito quello che sono oggi» dice sorridente «anche se lo bacchetto dalla mattina alla sera perché lo trovo distratto e rompiballe. È lui però che ha creduto in me in un momento in cui io stessa non ci credevo abbastanza. Per tanto tempo abbiamo lavorato insieme e continuiamo per una parte del nostro lavoro a farlo, soprattutto per il nostro locale PizzaArt a Battipaglia, ma le nostre strade si sono leggermente separate in questo momento perché è venuta fuori, forse un po’ prepotentemente, la mia figura professionale che inaspettatamente raccoglie consensi e ritorni mediatici».

Helga Liberto e Vito De Vita.

CI SUPPORTIAMO!

«Così se prima ero solo io a supportare Vito, oggi è anche lui che supporta me anche nelle questioni di carattere organizzativo. E ciò che è più bello è che in passato quando uno dei due partecipava a un evento, l’altro restava al locale; oggi invece ci siamo ritrovati dopo molto tempo a lavorare insieme allo stesso banco ed è stato bellissimo».

Inutile chiedere a Helga quali siano i suoi prodotti preferiti: «I lievitati» sobbalza, «anche perché non ci dormo la notte. Pensa che sono in sfida con me stessa da quattro anni e a ogni bimestre mi do degli obiettivi di crescita professionale». A quanto pare, siamo in presenza di una donna calcolatrice… giusto? Per niente. Perché poi quando parliamo di scelta delle materie prime per i propri prodotti torna fuori tutta la sua dolcezza.

«Gli ingredienti per le mie ricette? Li scelgo con tutti gli organi di senso: olfatto, vista, gusto. Ma soprattutto li scelgo col cuore. Sono avvantaggiata perché vivo in un territorio in cui ho solo l’imbarazzo della scelta e parto dunque con una marcia in più, anzi tre: essere campana, vivere nella piana del Sele, stare a stretto contatto col Cilento».

Ma cos’è il grano per Helga? Risponde emozionata: «Il grano è quello che ha dato un senso alla seconda parte della mia vita. È quello che mi ha consentito di venire fuori da una prima parte un po’ tribolata. I grani (perché preferisco il plurale) mi hanno permesso di mettermi in discussione, oggi dunque sono il mio tutto».

di Antonio (Nio) Puzzi, nioantoniopuzzi@gmail.com

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