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La Befana vien di notte…

La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte… così inizia una vecchia e famosa filastrocca sull’anziana signora che la notte tra il 5 e il 6 Gennaio, arriva nelle case per riempire di leccornie le calze appese alla parete di tutti i bambini buoni d’Europa.

 

Ma da dove viene la befana? E perché si celebra tale ricorrenza?

Una delle possibili origini vorrebbe collegata l’Epifania alle varie feste del mitraismo e ai culti celtici legati all’inverno boreale, ma secondo l’interpretazione largamente accettata in Nord Europa, la si può ricondurre alla figura celtica di Perchta, ossia la personificazione femminile di Madre Natura in inverno, rappresentata come una vecchia ingobbita e coperta di stracci, che vola sui campi agricoli di notte e ne propizia la fertilità per la primavera. Il nome “Befana” si diffuse invece a partire dal XIV secolo nel dialetto popolare dell’Etruria (Toscana e Tuscia, situata nel lazio settentrionale).

Tutto ciò che riguarda la befana portatrice di doni e dolciumi risale esclusivamente alla tradizione orale e popolare. Un tempo osteggiata dalla chiesa, date le sue origini pagane e i simbolismi che l’accostavano alle streghe (fra tutti, la scopa volante), fu gradualmente accettata, come una sorta di dualismo fra bene e male e raffigurata in sella ad una scopa con le ramaglie davanti, in segno di contrasto con l’immagine iconica della strega.

 

Perché il carbone?

Il carbone nella calza in origine aveva un significato del tutto diverso da quello odierno: rappresentava infatti il falò invernale, dove si bruciava un vecchio fantoccio in segno del vecchio anno giunto al termine e veniva inserito insieme ai dolciumi, accostato poi dal cattolicesimo alla negatività e donato come punizione ai bambini che non si fossero comportati bene durante l’anno.

Una leggenda cristiana del XII secolo narra che un’anziana signora diede ai Re Magi le indicazioni per arrivare a Betlemme da Gesù, l’anziana signora, nonostante l’insistenza dei 3, non li volle seguire, ma in seguito si pentì. Dopo aver preparato un cesto di dolci cercò di raggiungerli ma non li trovò e per questo si fermò di casa in casa donando dolci a tutti i bambini nella speranza che uno di loro fosse Gesù.

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