13
Mar

#Memories: BeCheffy dal diario di Giulia

Pubblichiamo oggi sul blog un contributo personale e carico di bei ricordi, di Giulia Catania, una ragazza di Slow Food Youth Network di Roma che ha seguito una delle nostre Pizza Experience. Buona lettura

Si torna nella Capitale con un bagaglio ricco di sorrisi e profumato di sapori. Gli stessi regalati dal team di BeCheffy, realtà giovane e dinamica nel panorama gastronomico del territorio ed espressione di una Napoli entusiasta e desiderosa di fare…anche nelle giornate di pioggia!

Ore 16.30 di un freddo venerdì partenopeo.

Ci troviamo a Viale Michelangelo, a due passi dall’elegante quartiere del Vomero. La preparazione della sala da parte di BeCheffy e i fratelli Vesi, Gianni e Simone, è impeccabile. Disposti ordinatamente sui banchi contiamo: un cappello ripiegato da sous chef, un grembiule candido marchiato BeCheffy, un quaderno con il ricettario e le nozioni base per preparare la pizza “secondo Vesi”, un bicchiere di acqua, un monte di farina e qualche grammo di lievito di birra.

Nell’attesa che i ragazzi arrivino a destinazione, lo sguardo ne approfitta per curiosare intorno ai tavoli, raccolti tra le mura colorate di bianco e di azzurro e rese vivaci dai motivi floreali sulle maioliche del locale. Pezzo forte della pizzeria, il forno a legna, progettato e decorato da un artigiano locale che ha voluto omaggiare l’attività di Giuseppe Vesi con un “forno scultura” sulle note del blu, a richiamare il colore del mare e i sassi sul fondale.

Ore 16.45. E’ quasi tutto pronto per dare il via al workshop: mancano solo loro, gli studenti di Pollenzo! Napoli e la sua vivacità – mista al traffico “caratteristico” – hanno contribuito a un leggero ritardo della lezione, il laboratorio è proseguito fluido, recuperando perfettamente l’orario della tabella di marcia.

Ore 17.00. Eccoli! Li vediamo scendere dal grande bus turistico, di ritorno dalle cucine multiculturali di Scampia, un itinerario fortemente voluto dall’Università di Scienze Gastronomiche targata Slow Food, che in tal modo ha potuto offrire ai suoi iscritti un’esperienza unica nel territorio napoletano. Con visibile entusiasmo, iniziano a prendere posto 18 ragazze e 4 ragazzi, provenienti dalle più disparate parti del mondo: Olanda, Belgio, Italia, Colombia, USA, Filippine, Svizzera, Germania, Israele, Brasile, Cipro, Francia, Taiwan, Sud Corea, che a raccontarlo sembrano le Olimpiadi della Pizza!

Ore 17.20. Entriamo nel vivo del workshop, con una breve introduzione al metodo indiretto utilizzato da Simone Vesi per le sue pizze gourmet, che affondano le radici nel gusto e nelle ricette storiche del 1700. Simone ne spiega caratteristiche, termini tecnici, i quattro processi innovativi di lavorazione e i tempi di preparazione, troppo lunghi rispetto alle ore a disposizione, per cui decidiamo di affidarci più semplicemente al metodo diretto.

Ore 17.30. L’atmosfera comincia “a lievitare”… Mani sul tavolo! E’ ora di cominciare ad impastare!

Dall’America all’Europa, dal Medio Oriente all’Asia tra i banchi della classe si formano squadre di improvvisati pizzaioli, che inondano di allegria la sala del locale. Ognuno imita a modo suo i gesti di Simone, creando tentativi fantasiosi e a tratti divertenti. E allora via a esplosioni di nuvole di farina, cedimenti dei piccoli vesuvi innalzati sui banchi, con fuoriuscite di fiumi d’acqua e sale … incidenti di percorso regolari e doverosi, tenuti sotto controllo dall’occhio vigile dei fratelli Vesi e prontamente ripresi dai dispettosi smartphone di Ciro e Francesco.

Ore 18.30. Le indicazioni ed i consigli di Simone hanno guidato i ragazzi ad ottenere 22 panetti lisci e tondi, pronti ad essere portati via come preziosi souvenir. Con la soddisfazione stampata sul volto, gli studenti si avviano quindi alla fase più creativa del workshop: la stesura, la farcitura e la cottura nel forno a legna della loro prima pizza!

Gli ingredienti a disposizione sono tra i migliori in circolazione sul territorio nazionale: farine pregiate, 100% di grano italiano, macinate a pietra, lavorate con cura utilizzando lieviti naturali e biologici. Per il condimento c’è da sbizzarrirsi: dal pomodoro San Marzano DOP dell’Agro Sarnese Nocerino, al Fior di latte di Agerola, dai pomodorini gialli del Vesuvio all’olio delle Terre dei Monaci DOP del Cilento – solo per citarne alcuni – siamo di fronte a una dispensa di prodotti eccellenti. Quasi tutti Presìdi Slow Food, prodotti a km 0, da filiera corta, da agricoltura biologica e biodinamica, privi di OGM, che testimoniano la scommessa della famiglia Vesi di puntare sulla qualità di artigiani e produttori, prima ancora che su numeri e quantità.

Ore 19.15. La prima “Margherita fantasia” è sfornata, custodita gelosamente tra le mani della fortunata studentessa che non aspetta altro di assaggiarla! E con il primo boccone chiude l’ultima fase del workshop, dedicata all’assaggio e degustazione delle tonde lievitate. Un’esperienza insolita di cucina, sia pratica che teorica fatta di persone, odori e usanze di una terra viva e sempre accogliente. Uno spettacolo di pura magia per i giovani studenti dell’ateneo di Bra, un momento di condivisione, divertimento e collaborazione che – ne siamo certi – accompagnerà per molto tempo i ricordi di ognuno di loro.

Insomma, anche stavolta ben fatto… BeCheffy!

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