I colori di Alfonso Crisci, chef della Taverna Vesuviana

Dice di amare il rosso, un colore appassionato, ricco di carattere e pienezza. Un po' come lui, Alfonso Crisci ha scelto con entusiasmo di intraprendere la carriera di cuoco ai tempi delle scuole superiori e non ha più cambiato idea.
Alfonso Crisci Taverna Vesuviana
18
Giu

I colori di Alfonso Crisci, chef della Taverna Vesuviana

Rosso come i suoi legami

Dice di amare il rosso, un colore appassionato, ricco di carattere e pienezza. Un po’ come lui, Alfonso Crisci ha scelto con entusiasmo di intraprendere la carriera di cuoco ai tempi delle scuole superiori e non ha più cambiato idea. Dopo aver ottenuto il diploma alberghiero ha continuato a studiare frequentando dei master professionalizzanti del Gambero Rosso dove ora, tra le altre attività, è anche insegnante.

Con il suo ristorante, Taverna Vesuviana, ha rotto da pochi mesi i confini di San Gennaro Vesuviano per spostarsi a Nola, alla ricerca di nuovi stimoli commerciali, pur restando immerso nel territorio che meglio rappresenta la sua cucina. Lui non si ferma mai, sul lavoro è instancabile, propone una cucina gourmet ma con i piedi saldamente attaccati a terra, soprattutto la sua, quella del Vesuvio che ama incondizionatamente. I metodi di cottura che utilizza includono una perfetta convivenza tra le tecniche più innovative e quelle tradizionali infatti, il legame con la tradizione nei suoi piatti c’è ma quanto basta per trarre nuove ispirazioni e accostamenti con tutti i migliori profumi del suo ricchissimo territorio. La sua è una grammatica dei sapori estremamente personale, legata ai suoi gusti, alla sua esperienza e alla tanta ricerca che mette dentro alle proposte dei menu dai nomi dedicati ai due figli del cuoco.

Tutta la vita di Alfonso ruota intorno alla cucina e in questo disegno è riuscito a coinvolgere tutta la sua famiglia, che gli sta accanto anche sul lavoro tanto che la moglie, Carmela Simonetti, è la sommelier del ristorante mentre la piccola Lucia, racconta il papà chef della Taverna Vesuviana, ha 8 anni e desidera fare la cuoca da grande. Fino a quel momento, dice, lei si diverte a dare direttive ai suoi collaboratori per preparare le sue pizzette al pomodoro.

Per quanto riguarda lui, sorridendo dice di adottare una certa severità dentro la sua cucina, tiene molto alla pulizia, all’ordine e alla rigorosa attenzione per le materie prime che sceglie, assaggia, tocca e annusa in prima persona. Questo rapporto così intenso e sensuale con gli alimenti gli permette di ottenere risultati sempre equilibrati in cui il binomio tra tradizione e innovazione non è solamente un modo di dire.

Verde come il suo territorio

Per Alfonso Crisci, la stagionalità è una delle testimonianze più fedeli per manifestare il profondo rispetto verso il suo territorio che si traduce nel rispetto per i suoi tempi, grazie ad una forte vocazione stagionale e l’assoluta certezza della provenienza, spesso a km 0, in cui il rapporto con i produttori stessi è fondamentale. Le proposte dei menu, il linea con la visione Biologica e Slow Food, cambiano abbastanza spesso da avere a disposizione prodotti sempre freschi e coerenti con il periodo, del resto, il suo ristorante si trova in prossimità del Parco Nazionale del Vesuvio che dal canto suo offre una ricchezza e una varietà di prodotti sorprendentemente importante.

Blu come le ricchezze del mare

Nola non è lontana dal mare, permette infatti di andare al mercato ittico di Volla, solitamente di notte, per comprare il pesce più fresco che si possa desiderare e poi c’è il Baccalà. Quello straordinario prodotto gastronomico, simbolo degli scambi commerciali tra diverse culture. Il baccalà è come un linguaggio, una sorta di sanscrito dei mari che attraverso sé stesso fa abbracciare territori e persone diverse. Alfonso Crisci lo interpreta in vari modi, nel rispetto del prodotto e della sua tradizione. Un esempio? Il suo baccalà in olio cottura con mostarda di pera, guanciale morbido e composta di peperoni “papaccelle” in aceto.

Cinque come i colori della salute

Le tonalità della frutta e della verdura hanno delle specifiche caratteristiche nutritive, delle proprietà diverse che nel loro insieme costituiscono un vademecum del mangiar bene. La sensibilità di occuparsi di un’alimentazione equilibrata ha sfondato le porte della cucina di Alfonso Crisci che propone agli avventori del suo ristorante una particolare attenzione verso questa virtuosa prospettiva.

Serena Siano Alfonso Crischi Be Healty

Per quanto riguarda BeCheffy, tutto è iniziato dalla lezione inaugurale negli spazi della Villa Taurinus di Pozzuoli. Da allora il sodalizio continua tanto che a Luglio andrà in onda su Tele A una rubrica spin-off diBeCheffy, “BeHealthy Al Femminile” dove, ospiti nel ristorante dello chef Alfonso Crisci, verranno mostrati ai telespettatori momenti di alta cucina insieme alla nutrizionista e curatrice della rubrica, Serena Siano.

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